Davide Marcesini comincia la sua relazione con la fotografia guardando la madre, l'artista di casa  incaricata delle foto delle vacanze. Ruba la compatta evoluta per una vacanza sulle Dolomiti  e la carica con le diapositive, da quel momento si sente un fotografo. Un esame di Storia e Tecnica della fotografia alla facoltà di architettura di Venezia (mai terminata) fa il resto. La carriera ufficiale comincia con uno studio per  matrimonio e ritratto. Nel frattempo comincia a pubblicare libri di paesaggio. Nel 2005 chiude lo studio e si dedica esclusivamente alla fotografia industriale e di paesaggio, con vari sconfinamenti nello sport, soprattutto nel settore della vela che segue professionalmente dal 2008. Affronta da anni lavori a lungo termine sul ritratto al modo del fotografo ambulante. Scrive articoli per varie testate e libri di tecnica. Dal 2013 entra a far parte di Nikon School. Ha pubblicato una dozzina di libri e le sue immagini sono apparse in molte riviste di paesaggio, arredamento e sport.

 

Non riesco a specializzarmi, non so ancora cosa farò da grande. Credo che la miglior dote del fotografo sia uno sguardo di stupore sul mondo. E questo non dipende dal settore affrontato. Desidero che chi guarda le mie immagini si fermi a contemplare la bellezza del mondo, anche quando nella realtà non appare nulla di interessante. Il fotografo è colui che svela cose che sembrano non esistere.